Accademia Nazionale di Santa Cecilia

Bernstein, Le Sinfonie

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Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Antonio Pappano
direttore
Marie-Nicole Lemieux mezzosoprano
Beatrice Rana pianoforte
Alessandro Carbonare clarinetto

Bernstein Sinfonia n. 1 "Jeremiah"
Bernstein Prelude, Fugue and Riffs
Bernstein Sinfonia n. 2 "The Age of Anxiety"

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Orchestra, Coro e Voci Bianche dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Antonio Pappano
direttore
Kyung Wha Chung violino
Nadine Sierra soprano
Dame Josephine Barstow voce recitante

Brahms Concerto per violino
Bernstein Sinfonia n. 3 "Kaddish"

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Biglietti da 19 a 52 Euro
25% di sconto per i giovani under 30
 
 
Estroverso, funambolico, esaltante, contagioso… è lungo l’elenco di aggettivi che possono essere attribuiti a Leonard Bernstein. Il 2018 è l’anno del centenario – Bernstein at 100 – e Santa Cecilia non poteva non dedicargli uno spazio di rilievo. Bernstein ebbe un rapporto privilegiato con l’Accademia negli anni 80, quando fu nominato Presidente Onorario dell’Orchestra di Santa Cecilia. I suoi concerti sono rimasti nella memoria come gli avvenimenti più coinvolgenti di quegli anni e di quegli anni restano anche significative testimonianze discografiche e in video. La sua personalità, tra le più influenti del XX secolo, si manifestava in modo schietto ed entusiastico in tutte le attività intraprese. Del direttore d’orchestra è nota la travolgente partecipazione alla musica ma lo stesso si può dire del compositore, del pianista, del didatta, dell’autore di musical – uno su tutti West Side Story -  dello scrittore, dell’uomo pubblico impegnato in campagne di coscienza civile. Insomma una personalità dirompente e contagiosa, eclettica e volitiva, quella cioè di un artista che ha vissuto il suo tempo in modo appassionato e che sempre ha rivolto lo sguardo al mondo con positiva fiducia. La sua musica raccoglie di questa esperienza di vita ogni possibile sollecitazione in un caleidoscopico insieme di elementi eterogenei che includono la grande tradizione della musica tedesca, del jazz, della canzone pop, della musica religiosa sempre animata dal vitalismo che fu  il tratto caratteristico di “Lenny” Bernstein.